{"id":2704,"date":"2017-06-21T15:47:03","date_gmt":"2017-06-21T13:47:03","guid":{"rendered":"http:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/?page_id=2704"},"modified":"2017-06-22T11:14:43","modified_gmt":"2017-06-22T09:14:43","slug":"news","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/index.php\/news\/","title":{"rendered":"News"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\">LE ATTIVITA DI IBIMET-CNR SEDE DI BOLOGNA NEL COMPARTO OLIVICOLO: PREZIOSA ZEOLITITE!<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qualche anno le attivit\u00e0 di IBIMET-CNR sono state incentrate anche sullo studio delle zeolititi e delle loro applicazione nel settore olivicolo. Le zeolititi non sono molto conosciute dagli operatori del settore agricolo, alcuni ne hanno sentito parlare in passato ma con scarsi risultati nelle applicazioni agricole, altri le conoscono per il loro utilizzo in altri settori come quello edile, industria della carta, depurazione di reflui civili, zootecnici e industriali e recentemente anche nel settore salutistico. Le zeolititi infatti per i suoi effetti depurativi pu\u00f2 essere assunta, in concomitanza di terapia farmacologiche, facilitandone cos\u00ec l\u2019eliminazione, in quanto le zeolititi agiscono come scavenger del sistema ossido riduttivo ematico grazie alla loro capacit\u00e0 di decontaminazione nei confronti dei radicali liberi ( Dogliotti et la 2011).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso le zeolititi vengono definite con nomi impropri o generici come: zeoliti sedimentarie o zeoliti naturali, tufi ricchi in zeolite, con il termine zeolitite, recentemente introdotto da Galli e Passaglia 2011, vengono definite in modo scientificamente corretto le rocce piroclastiche diagenizzate a prevalente contenuto (superiore al 50%) in zeolite. Le zeolititi contengono al loro interno specie zeolitiche come la clinoptilonite in quantit\u00e0 variabile (40-60%) ritrovabili nei tufi acidi di molte nazioni europee (Slovenia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Grecia) ed extraeuropee (Turchia, Federqazione Russa, USA, Cuba, Giappone, Cina e Australia), la chabasite e phillipsite (60-70%) presenti nelle rocce piroclastiche in molte regioni italiane dell\u2019Appennino Centro Settentrionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 proprio su queste ultime che si sono concentrati gli interessi dell\u2019industria estrattiva sia per il naturale interesse scientifico che per l\u2019elevata potenzialit\u00e0 estrattiva date le notevole estensioni delle cave e data la loro costante concentrazione nella roccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019IBIMET-CNR sede di Bologna ha incentrato parte della sperimentazione del settore olivicolo sulle zeolititi a chabasite proprio per le loro propriet\u00e0 distintive che le rendono particolarmente idonee alle applicazioni in diversi settori agricoli; molto probabilmente in passato sono state fatte sperimentazioni nel settore agricolo utilizzando zeolititi non idonee e per questo motivo hanno fornito risultati non incoraggianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella classe mineralogica dei silicati, le zeoliti appartengono alla sottoclasse dei tettosilicati dove le unit\u00e0 strutturali tipiche di tutti i silicati (tetraedri SiO4) sono unite tra loro originando una impalcatura tridimensionale estesa teoricamente all\u2019infinito con conseguente tipica presenza di grosse cavit\u00e0 occupate da cationi (essenzialmente Ca, K, Na) e da molecole d\u2019acqua, cavit\u00e0 collegate fra loro e quindi con l\u2019esterno del cristallo mediante canali di dimensioni molecolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prevalente (&gt;50%) presenza di zeolite nella roccia di appartenenza, unitamente alla tessitura della roccia stessa conferisce alle zeolititi le seguenti peculiarit\u00e0 chimico fisiche:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Capacit\u00e0 di scambio cationico elevata (150 \u2013 200 meq\/100g) e selettiva per cationi a basso potenziale ionico (NH4, K)<\/li>\n<li>Disidratazione reversibile<\/li>\n<li>Elevata ritenzione idrica<\/li>\n<li>Permeabilit\u00e0<\/li>\n<li>Resistenza meccanica<\/li>\n<li>Bassa densit\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi 4 punti sono particolarmente interessanti per le applicazioni in campo agricolo, IBIMET-CNR sta infatti testando le propriet\u00e0 della zeolitite nella protezione da attacchi di mosca dell\u2019olivo, da malattie funginee. Sono in corso anche diverse prove per provare l\u2019effetto della zeolitite distribuita al terreno sullo sviluppo dell\u2019olivo, nella produzione vivaistica di piante di olivo certificate viene inoltre determinata l\u2019influenza della zeolitite in fase di radicazione e in fase di accrescimento in vaso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019estate 2014, caratterizzata da temperature miti e piogge abbondanti, la mosca dell\u2019olivo si \u00e8 fortemente diffusa causando gravi danni alla qualit\u00e0 finale degli oli prodotti, anche l\u2019annata 2016 ha visto forti attacchi di mosca con riduzione della qualit\u00e0 degli oli in diverse regioni italiane. Numerose aziende in regime convenzionale si sono viste quindi costrette ad effettuare vari trattamenti con prodotti sistemici a base di dimetoato che ha un forte impatto ambientale ed \u00e8 caratterizzato da tempi lunghi di carenza con il rischio di residui nel prodotto olio. Nonostante gli interventi antiparassitari nel 2014 la lotta contro questo dittero non sempre \u00e8 stata efficace; le aziende in regime biologico, non disponendo di efficaci strumenti di difesa, sono state costrette a lasciare il prodotto sulla pianta per il forte attacco di mosca conseguendo una notevole perdita economica. Si desume quindi la necessit\u00e0 di trovare sia alternative al dimetoato, nelle aziende convenzionali, sia migliori possibilit\u00e0 di difesa per le aziende biologiche. Per questo tipo di parassital\u2019utilizzo di un prodotto naturale a impatto ambientale zero quale la zeolitite e che crea un effetto barriera contro l\u2019ovideposizione, potrebbe rappresentare un valido strumento di difesa per l\u2019olivicoltura emiliano romagnola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo di prodotti naturali e quindi a basso impatto ambientale quali la zeolitite come prodotto per il controllo della mosca dell\u2019olivo e di alcune malattie crittogame, pu\u00f2 rappresentare uno strumento per la riduzione dell\u2019uso di pesticidi di sintesi i cui residui possono influire sulla salubrit\u00e0 del prodotto ed avere un forte impatto sull\u2019ambiente. L\u2019apporto di zeolitite al terreno, svolgendo una funzione di carrier di elementi nutritivi e di ammendante, rappresenta un valido strumento per una riduzione dei fertilizzanti di sintesi, diminuendo cos\u00ec i fenomeni di dilavamento e contribuendo cos\u00ec al miglioramento delle acque e del suolo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2705\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dd.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2705\" class=\"size-medium wp-image-2705\" src=\"https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dd-300x225.png\" alt=\"Cristalli di zeolitite distribuiti sulla superficie dell\u2019oliva osservata al microscopio elettronico ambientale (ESEM) \" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dd-300x225.png 300w, https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dd-768x576.png 768w, https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dd.png 1024w, https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dd-956x717.png 956w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2705\" class=\"wp-caption-text\">Cristalli di zeolitite distribuiti sulla superficie dell\u2019oliva<br \/>osservata al microscopio elettronico ambientale (ESEM)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_2706\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ee.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2706\" class=\"wp-image-2706 size-medium\" src=\"https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ee-225x300.jpg\" alt=\"Zeolitite miscelata al substrato di radicazione \" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ee-225x300.jpg 225w, https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ee-768x1024.jpg 768w, https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ee-956x1275.jpg 956w, https:\/\/olivisecolari.ibe.cnr.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ee.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2706\" class=\"wp-caption-text\">Zeolitite miscelata al substrato di radicazione<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE ATTIVITA DI IBIMET-CNR SEDE DI BOLOGNA NEL COMPARTO OLIVICOLO: PREZIOSA ZEOLITITE! 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